Il Covid-19, o meglio conosciuto ai più come Coronavirus, sta mettendo in ginocchio più di mezzo Mondo e lo sport non è esente da questo salato conto. Anche il tennis sta cominciando a cancellare alcuni eventi e soprattutto ad interrogarsi se non sia arrivato il momento di dire basta con i tornei sia ATP e WTA sia con quelli “meno famosi” come gli ITF. Il primo torneo vittima dell’epidemia da Coronavirus è il Masters 1000 di Indian Wells, che registra oltre 300 milioni di dollari che non entreranno nelle casse del paese e di oltre 4 millioni persi dalla città. Senza contare la perdita economica che subiranno bar, ristortanti ed alberghi (solo per citarne alcuni). Insomma, la perdita del volume d’affari si aggirerà intorno al 30% rispetto alla media complessiva del paese.

La petizione contro il Coronavirus per ITF e Challenger

Nel mondo del tennis non esistono però solo i tornei cosiddetti maggiori, ma un’importante ossatura è costituita dagli eventi “minori”. Solo questa settimana si sono disputati due tornei importanti come quello del Kazakistan e del Sudafrica. Come avvenuto per il calcio, per citare solo quello più importante in Italia, anche i tennisti stanno spiengendo per bloccare tutti i tornei maschili e femminili di ogni categoria a cause del Coronavirus. In particolare, si è attivato Claudio Fortuna, ex numero 384 del ranking ATP, che si è fatto promotore di una petizione sul sito change.org, come riferito dal sito specializzato TennisWorldItalia. Fortuna non è d’accordo sul fatto che i giocatori possano viaggiare in giro per il Mondo mettendo a repentaglio la loro salute e quella di chi li circonda“In Italia abbiamo lanciato l’hashtag #iorestoacasa, credo che questa dovrebbe essere la politica utilizzata anche da ITF, fino a quando la situazione Coronavirus non tornerà sotto controllo.” ha affermato Fortuna.

L’altra campana

L’attuale numero 23 al mondo, Dusan Lajovic, ha invece un’altra visione di ciò che sta succedendo nel mondo del tennis professionistico e non. Il serbo ha infatti dichiarato che Indian Wells è stato sospeso per il Coronavirus senza che i giocatori fossero stati sentiti dalla federazione e dall’organizzazione a stelle e strisce. Lajovic è convinto che il tennis possa giocare a porte chiuse e che gl iinteressi in gioco essendo molto alti sia a livello sportivo che economico non permettano di pensare che tutta la “giostra” si possa fermare con così tanta semplicità.

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Secondo L’Equipe ci sarà uno stop di sei settimane

Da ieri sera sta rimbalzandoi in rete l’indiscrezione del quotidiano francese L’Equipe, secondo la quale il consiglio dei giocatori dovrebbe approvare una pausa di sei settimane a causa del Coronavirus. Una decisione sensata visto il crescente impatto del virus in tutto il mondo. Uno shock che non potrà che far bene di fronte ad una situazione molto delicata.

Master 1000

Dopo la cancellazione dei primi Masters 1000 della stagione a Indian Wells (una vera sorpresa per la repentinità e la radicalità del processo decisionale), tutto sembra essere diventato possibile nell’universo ATP, WTA e ITF. Ieri sono stati annullati diversi tornei professionistici nella Repubblica Ceca, la finale della Fed Cup in Ungheria (14-19 aprile) è stata posticipata, il Masters 1000 di Monte-Carlo (12-19 aprile) è stato subito dichiarato a porte chiuse e che i giocatori stavano lasciando il Kazakistan nel bel mezzo del torneo Challenger per evitare la quarantena. Insomma, la barca imbarcava acqua da tutte le parti.

L’ufficialità già giovedì

Il consiglio dell’ATP dovrebbe ufficializzare la decisione giovedì e il tennis femminile dovrebbe seguirlo, così come probabilmente i tornei minori. Sembra che il consiglio dei giocatori stia già pensando alla possibilità di giocare Indian Wells e Miami a settembre, il giorno dopo gli US Open (31 agosto-13 settembre), in un formato ridotto: una settimana invece di dodici giorni ciascuno. Il tennis è senza dubbio solo all’inizio di una strana rivoluzione a causa dell’epidemia del Coronavirus prima di una strana ricostruzione.

#RESTATEACASA

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